Booking sotto istruttoria: badge Partner Preferiti e commissioni, cosa cambia per la tua struttura

Scritto da
Matteo Kiramarios
Data di pubblicazione
23 settembre 2026

Home » Booking sotto istruttoria: badge Partner Preferiti e commissioni, cosa cambia per la tua struttura
Se gestisci una struttura ricettiva, quel piccolo badge "Partner Preferito" accanto al nome del tuo hotel su Booking probabilmente ti sembra una medaglia di qualità. 🏅 Da aprile 2026, però, l'Antitrust italiano lo mette in discussione. E la vicenda dice qualcosa di più profondo su come funziona la visibilità sulle grandi piattaforme — e su quanto convenga davvero dipenderne.
In questo articolo vediamo cos'è l'istruttoria AGCM, cosa contesta e, soprattutto, cosa dovresti farne tu che gestisci un hotel, un B&B o un affitto breve. ✨
Cosa scoprirai in questo articolo:#
- Cos'è successo: l'istruttoria AGCM
- Cosa contesta l'Antitrust
- Perché ti riguarda anche se non sei "Partner Preferito"
- Cosa fare adesso
- Takeaway pratico
- FAQ
Cos'è successo: l'istruttoria AGCM
Il 22 aprile 2026 l'AGCM — l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l'Antitrust italiano — ha avviato un'istruttoria per pratiche commerciali scorrette nei confronti di Booking.com B.V., Booking.com International B.V. e Booking.com (Italia) S.r.l. Il procedimento è identificato dalla sigla PS13115 (AGCM, aprile 2026).
Nel giorno di apertura, funzionari dell'Autorità hanno svolto ispezioni negli uffici di Booking.com (Italia) con l'assistenza del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Non è un dettaglio: le ispezioni segnalano che l'istruttoria fa sul serio.
Al centro ci sono due programmi che conosci bene: "Partner Preferiti" e "Partner Preferiti Plus".
Cosa contesta l'Antitrust
Il punto non è l'esistenza dei programmi, ma come vengono presentati al pubblico. Secondo l'AGCM, Booking.com presenterebbe le strutture aderenti come selezionate in base alla qualità del servizio e al rapporto qualità-prezzo, mentre i requisiti di accesso non sembrerebbero garantire davvero queste caratteristiche (AGCM, aprile 2026).
La tesi dell'Autorità, in sintesi:
- Alle strutture "preferite" viene concesso un miglior posizionamento nei risultati di ricerca ed elementi grafici di maggiore evidenza (i badge).
- La selezione, però, avverrebbe principalmente in base alle commissioni riconosciute a Booking.com, più che sulle caratteristiche qualitative delle strutture.
- Questa presentazione potrebbe indurre i consumatori a credere che quelle strutture offrano un miglior rapporto qualità-prezzo rispetto alle altre, portandoli a scegliere alloggi in media più costosi (AGCM, aprile 2026).
In parole povere: secondo l'Antitrust il badge non certificherebbe la qualità dell'hotel, ma premierebbe chi paga di più alla piattaforma. È lo stesso nodo che gli osservatori del settore sintetizzano così: quando il ranking diventa potere di mercato, la visibilità smette di essere un segnale di merito e diventa un prodotto in vendita.
💡 Da mettere in pratica: non dare per scontato che un badge o una posizione più alta su un'OTA equivalgano a "qualità riconosciuta". Sono in larga parte leve commerciali. Valutali per quello che sono — strumenti di visibilità a pagamento — e chiediti se il ritorno giustifica la commissione extra.
Perché ti riguarda anche se non sei "Partner Preferito"
Potresti pensare: "Io non aderisco, non mi tocca." In realtà l'esito di questa istruttoria riguarda tutte le strutture, per due motivi.
Se aderisci ai programmi. Se l'Autorità dovesse limitare il modo in cui i badge vengono mostrati o vietare i richiami alla qualità, il rendimento economico del programma potrebbe cambiare anche a parità di domanda. In altre parole: la commissione più alta che paghi oggi per essere "preferito" potrebbe rendere meno di quanto rende adesso, perché il vantaggio di visibilità verrebbe ridimensionato.
Se non aderisci. Le strutture che non partecipano potrebbero recuperare competitività se la piattaforma sarà obbligata a separare meglio la promozione commerciale dai segnali di qualità reali. Chi non pagava per il badge potrebbe ritrovarsi meno svantaggiato nel confronto.
C'è poi un tema di fondo che va oltre Booking: l'Autorità sta di fatto verificando se la visibilità ottenuta pagando commissioni più alte possa essere presentata al pubblico come prova di qualità e convenienza. Se la risposta sarà negativa, cambierà il modo in cui le piattaforme turistiche possono presentare il "merito" nei risultati di ricerca — un principio che riguarda l'intero ecosistema delle OTA.
Cosa fare adesso
L'istruttoria è in corso e non c'è ancora una decisione finale. Ma la vicenda è un promemoria potente: non puoi costruire il tuo business su una visibilità che non controlli. Ecco le mosse concrete:
- Rivedi il ROI dei tuoi programmi a pagamento sulle OTA. Calcola quanto ti costa davvero la commissione extra da "Partner Preferito" e confrontala con le notti che ti porta realmente. Se non sai dirlo con precisione, è il primo problema da risolvere.
- Investi sul canale diretto. Sito prenotabile, prezzo diretto vantaggioso (in Italia le clausole di parità rigide sono vietate da anni), email e reputazione: sono asset che possiedi tu, non affittati a una piattaforma.
- Cura la qualità vera, non solo il badge. Recensioni autentiche, foto oneste, risposte rapide e servizio impeccabile: sono i segnali di qualità che nessuna istruttoria può togliere e che convertono anche fuori dalle OTA.
- Diversifica i canali. Google, metasearch, social, passaparola locale: più fonti di prenotazione hai, meno sei ostaggio delle regole (e delle commissioni) di una singola piattaforma.
Takeaway pratico
Tratta le OTA come un canale, non come il tuo padrone di casa. L'istruttoria AGCM su Booking mostra che perfino i segnali di "qualità" più rassicuranti possono essere, in realtà, leve commerciali a pagamento. La struttura che dorme sonni tranquilli non è quella con più badge: è quella che ha un canale diretto solido, una reputazione autentica e più fonti di prenotazione. Inizia oggi a misurare quanto dipendi da una sola piattaforma — e a ridurre quella dipendenza.
In sintesi#
Il 22 aprile 2026 l'AGCM ha aperto l'istruttoria PS13115 su Booking.com, contestando che i programmi "Partner Preferiti" e "Partner Preferiti Plus" vengano presentati come selezione di qualità mentre premierebbero soprattutto chi paga commissioni più alte, con possibili scelte dei consumatori verso strutture in media più costose. Per hotel, B&B e affitti brevi il messaggio è chiaro: la visibilità comprata non è qualità certificata. Rivedi il ROI dei programmi a pagamento, rafforza il canale diretto e diversifica, per non dipendere da regole che non decidi tu.
[CTA] Vuoi ridurre la dipendenza dalle OTA e far crescere le prenotazioni dirette della tua struttura? Contatta MKDA Agency per una strategia su misura.
FAQ
Cosa sono i programmi "Partner Preferiti" di Booking.com? Sono programmi a cui le strutture aderiscono riconoscendo a Booking.com una commissione più alta, in cambio di maggiore visibilità: miglior posizionamento nei risultati e un badge dedicato. L'AGCM sta verificando se vengano presentati impropriamente come selezione di qualità.
Se sono "Partner Preferito" devo uscire dal programma? L'istruttoria non impone di uscire e non c'è ancora una decisione finale. Il consiglio è calcolare il ritorno reale: quante notti extra ti porta il programma rispetto alla commissione aggiuntiva che paghi. Decidi sui numeri, non sul badge.
Questa vicenda cambia qualcosa per la prenotazione diretta? Indirettamente sì: ricorda che la visibilità sulle OTA è in larga parte a pagamento e non del tutto sotto il tuo controllo. Rafforzare sito, prezzo diretto (in Italia le parità rigide sono vietate), email e reputazione ti rende meno dipendente dalle regole delle piattaforme.
Risorsa gratuita
Guida Pratica all'Intelligenza Artificiale
Ricevi una guida pratica e aggiornata per capire l'AI, scegliere i modelli giusti e usarli nel lavoro quotidiano.
Ti piace quello che leggi?
Scopri come possiamo applicare queste strategie al tuo business.

Matteo Kiramarios
Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.
Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.
Articoli Correlati.
Vedi tutti
Più stranieri ma spendono meno: cosa dice la Banca d'Italia (e come difendere il valore per prenotazione)
Nel primo semestre 2026 la spesa dei turisti stranieri cresce (+4,8% a giugno) ma la spesa media per viaggiatore cala a 626,2 euro (-1,2%), secondo la Banca d'Italia. Ecco perché per la tua struttura conta il valore per prenotazione, non solo il numero di ospiti.

Prenotano all'ultimo e restano una notte: come cambia la finestra di prenotazione degli hotel nel 2026
Le ricerche di alloggio entro 28 giorni dall'arrivo sono salite al 38% del totale globale e quelle per una sola notte al 37% (dati Lighthouse, marzo 2026). Ma per eventi e affari la tendenza si inverte. Ecco come una struttura indipendente può governare una domanda sempre più imprevedibile.

Prezzi fissi, ricavi persi: perché anche il piccolo hotel indipendente ha bisogno del dynamic pricing nel 2026
La variazione stagionale delle tariffe alberghiere supera il 170% e per gli eventi i prezzi possono raddoppiare (dati Lighthouse). Con una domanda sempre più imprevedibile, tenere due tariffe fisse — estate e inverno — significa lasciare soldi sul tavolo. Ecco cos'è il revenue management per una struttura indipendente.