Più stranieri ma spendono meno: cosa dice la Banca d'Italia (e come difendere il valore per prenotazione)

Scritto da
Matteo Kiramarios
Data di pubblicazione
23 settembre 2026

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C'è un dato che, se gestisci un hotel, un B&B o un affitto breve, dovresti tenere appeso in ufficio: il numero di ospiti che entra dalla porta e quanto ciascuno di loro lascia davvero nella tua struttura sono due cose diverse. 📉 A metà settembre 2026 la Banca d'Italia ha aggiornato i dati sul turismo internazionale, e il messaggio è netto: gli stranieri sono di più, ma in media spendono un po' meno a viaggio.
In questo articolo leggiamo i numeri chiave del primo semestre 2026 e li trasformiamo in decisioni concrete sul valore per prenotazione. ✨
Cosa scoprirai in questo articolo:#
- I numeri del primo semestre 2026
- Perché la spesa pro-capite scende
- Volume alto, valore basso: la trappola
- Come difendere il valore per prenotazione
- Takeaway pratico
- FAQ
I numeri del primo semestre 2026
La Banca d'Italia conduce dal 1996 un'indagine campionaria sul turismo internazionale, che alimenta le voci "Viaggi" e "Trasporti internazionali di passeggeri" della bilancia dei pagamenti italiana. È una fonte diversa dall'Istat: non conta le notti, misura i soldi che entrano ed escono dal Paese per turismo. Ecco perché vale la pena guardarla.
I numeri principali del primo semestre 2026:
- Il saldo della bilancia turistica è positivo per 3,8 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 (Banca d'Italia, settembre 2026).
- A giugno 2026 la spesa dei turisti stranieri in Italia ha toccato 6,8 miliardi di euro, in crescita del +4,8% rispetto a giugno 2025.
- Nel secondo trimestre 2026 la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è cresciuta del +3,9% rispetto al secondo trimestre 2025.
- La crescita è distribuita: la spesa dei turisti extra-UE è aumentata del +4,6%, quella dei turisti UE del +3,3% (Banca d'Italia, settembre 2026).
Fin qui una fotografia positiva: entra più valuta straniera, il saldo migliora, quasi tutti i mercati crescono. Ma c'è un "però" importante.
Perché la spesa pro-capite scende
Il dato che cambia la prospettiva è la spesa media per viaggiatore straniero: 626,2 euro nel primo semestre 2026, in calo rispetto ai 633,8 euro dello stesso periodo 2025 — una flessione del -1,2% (Banca d'Italia, settembre 2026).
Come si concilia con una spesa totale in crescita? Semplice: la torta è più grande perché ci sono più fette, non perché ogni fetta è più grande. La spesa complessiva sale perché aumentano i viaggiatori e i pernottamenti; ma il singolo ospite, in media, apre un po' meno il portafoglio rispetto a un anno fa.
Le ragioni sono diverse e note a chi lavora sul campo:
- Cambia il mix dei viaggi. Una parte della crescita è trainata dai viaggi di lavoro e da soggiorni più mordi-e-fuggi, che tendono ad avere una spesa per persona più contenuta.
- L'ospite è più attento. Dopo anni di rincari, molti viaggiatori razionalizzano: stessa vacanza, ma con qualche extra in meno e più ricerca del prezzo giusto.
- La destagionalizzazione porta anche viaggi più brevi. Più weekend e ponti fuori stagione significano soggiorni corti, che pesano meno sulla spesa media per viaggio.
💡 Da mettere in pratica: smetti di ragionare solo su "quanti ospiti ho avuto" e inizia a misurare il valore medio per prenotazione (tariffa camera + tutti gli extra). È l'indicatore che ti dice se stai crescendo davvero o solo riempiendo di più a margini più bassi.
Volume alto, valore basso: la trappola
Per una struttura ricettiva il rischio, in un mercato così, è chiaro: inseguire il volume e lasciare sul tavolo il valore. Ti riempi, sei contento del tasso di occupazione, ma a fine stagione i conti dicono che hai lavorato di più per guadagnare uguale (o meno).
La trappola si manifesta in tre modi tipici:
- Sconti a pioggia per non restare vuoti, che abituano il mercato a prezzi più bassi e comprimono la spesa media proprio mentre potresti valorizzarla.
- Zero proposte di extra: la camera viene venduta "nuda", senza colazioni potenziate, late check-out, esperienze o servizi che aumentano il valore per ospite.
- Nessuna differenza tra ospite alto-spendente e cacciatore di offerte: si tratta tutto allo stesso modo, e si perde l'occasione di far spendere di più a chi sarebbe disposto a farlo.
Il paradosso del turismo italiano 2026 è tutto qui: numeri record, ma marginalità sotto pressione. Chi vince non è chi ospita più persone, è chi estrae più valore da ciascuna.
Come difendere il valore per prenotazione
I dati diventano utili solo se cambiano una decisione. Ecco le leve concrete:
- Costruisci pacchetti, non camere. Un soggiorno con colazione curata, un'esperienza locale (degustazione, tour, noleggio bici) o un servizio benessere ha un valore percepito più alto di una camera scontata — e alza la spesa media senza spaventare l'ospite.
- Lavora sull'upselling al momento giusto. Proponi upgrade di camera, late check-out o transfer nella mail di pre-arrivo e al check-in: sono i momenti in cui l'ospite è più propenso a spendere quel poco in più.
- Segmenta i prezzi. Con la spesa pro-capite in calo, tagliare la tariffa base è la mossa peggiore. Meglio creare più livelli (base, flessibile, con extra inclusi) e far scegliere: chi vuole spendere di più, deve poterlo fare.
- Cavalca la domanda estera con intelligenza. Gli stranieri crescono e trainano il saldo: comunica in inglese, cura recensioni e informazioni multilingua, e proponi loro proprio gli extra che valorizzano il soggiorno.
- Riduci la dipendenza dallo sconto per riempire. Anticipa la domanda con offerte tematiche e prenotazione diretta, invece di svendere all'ultimo per non restare vuoto.
Takeaway pratico
Il tuo obiettivo per il resto del 2026 non è "più teste nei letti", è "più valore per prenotazione". Il mercato ti manda più ospiti ma con il portafoglio un po' più chiuso: l'unica risposta sostenibile è dare a ogni ospite più motivi per spendere bene, non costringere te stesso a vendere a meno. Misura il valore medio per prenotazione oggi e ponilo come numero da far crescere, camera dopo camera.
In sintesi#
Nel primo semestre 2026 la Banca d'Italia registra un saldo turistico positivo di 3,8 miliardi e una spesa dei turisti stranieri in crescita (+4,8% a giugno, +3,9% nel secondo trimestre), ma la spesa media per viaggiatore straniero scende a 626,2 euro, -1,2% sul 2025. Tradotto per una struttura ricettiva: i volumi crescono, i margini per ospite no. Vince chi difende il valore per prenotazione con pacchetti, upselling e prezzi segmentati, invece di inseguire l'occupazione a colpi di sconto.
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FAQ
Che differenza c'è tra i dati della Banca d'Italia e quelli dell'Istat sul turismo? L'Istat misura flussi fisici (arrivi e presenze, cioè registrazioni e notti). La Banca d'Italia misura i flussi economici: quanto spendono i turisti stranieri in Italia e gli italiani all'estero, all'interno della bilancia dei pagamenti. Sono complementari.
Se la spesa totale cresce, perché dovrei preoccuparmi del calo pro-capite? Perché la spesa totale sale grazie al numero di viaggiatori, non a quanto spende ciascuno. Se il singolo ospite spende meno e tu punti solo a riempire, rischi di lavorare di più per un margine uguale o inferiore.
Come faccio ad aumentare il valore per prenotazione senza far scappare i clienti? Non alzando la tariffa base, ma aggiungendo valore: pacchetti con esperienze, extra opzionali (colazione, late check-out, transfer, benessere) e livelli di prezzo diversi. L'ospite sceglie quanto spendere, e chi vuole spendere di più può farlo.
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Matteo Kiramarios
Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.
Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.
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