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Instagram 2026: perché le condivisioni in DM contano più dei like

Matteo Kiramarios

Scritto da

Matteo Kiramarios

Data di pubblicazione

10 agosto 2026

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Instagram 2026: le condivisioni battono i like

Per anni abbiamo misurato il successo di un post Instagram con i cuori. Nel 2026 quella metrica racconta solo una parte della storia. Il segnale che oggi sposta davvero la portata dei tuoi contenuti è un altro: quante volte le persone li condividono in privato, mandandoli a un amico in chat. Per una PMI che pubblica senza budget pubblicitario, capire questo cambiamento significa smettere di inseguire i like e iniziare a creare contenuti che le persone hanno voglia di girare a qualcuno.

Il segnale numero uno: i "send per reach"

Adam Mosseri, a capo di Instagram, lo ripete da tempo e i dati aggregati del 2026 lo confermano: il tempo di visione totale (watch time, comprese le riproduzioni) resta il fattore di ranking principale per i Reel. Ma accanto a questo è emerso un secondo segnale diventato decisivo per raggiungere nuovo pubblico: i send per reach, cioè quante volte un contenuto viene inviato in chat rispetto a quante persone lo hanno visto.

La logica di Instagram è semplice: se mando un tuo Reel a un amico, sto dicendo all'algoritmo che quel contenuto vale la pena di essere distribuito. Secondo l'analisi di Sprout Social sul funzionamento dell'algoritmo nel 2026, per raggiungere utenti che ancora non ti seguono i "send" (le condivisioni in DM) pesano circa 3-5 volte più dei like. I like contano ancora, ma soprattutto per confermare l'interesse di chi già ti segue.

Cosa è cambiato di concreto nel 2026

Due novità hanno riscritto le regole di quest'anno.

Reel fino a 20 minuti

Instagram ha alzato la durata massima dei Reel fino a 20 minuti, superando i vecchi limiti di 90 secondi e 3 minuti. Attenzione però: per la scoperta di nuovo pubblico il formato breve resta il più efficace, perché è più facile che venga guardato per intero e ri-guardato. Il long-form è un'opzione in più per approfondire, non la scorciatoia per crescere.

"Your Algorithm": il pubblico sceglie i temi

All'inizio del 2026 Instagram ha lanciato globalmente "Your Algorithm", una dashboard personale in cui ogni utente vede i temi che la piattaforma pensa gli interessino e può aggiungerli, rimuoverli o azzerare la cronologia. Per te che crei contenuti significa una cosa precisa: la coerenza di nicchia conta più che mai. Se salti da un argomento all'altro, è più difficile che Instagram ti mostri a chi ha dichiarato interesse per il tuo tema. Se invece parli sempre della tua area — la tua cucina, il tuo servizio, la tua zona — diventi il profilo che quel pubblico ha chiesto di vedere.

Come creare contenuti "da condividere"

Se il send è il segnale forte, la domanda che devi farti prima di pubblicare cambia. Non più "questo piacerà?", ma "qualcuno lo manderebbe a un amico?". Le persone condividono in privato ciò che è utile ("guarda questa cosa che ti serve"), ciò che le rappresenta ("siamo proprio noi") o ciò che sorprende ("non ci crederai").

Per una PMI questo si traduce in contenuti concreti: un trucco pratico del tuo mestiere, un errore comune che i clienti fanno, un prima/dopo che fa dire "wow", una risposta chiara a una domanda che ricevi ogni settimana. Sono tutti contenuti che una persona inoltra volentieri perché fanno fare bella figura a chi li condivide.

Sul fronte cadenza, Mosseri ha indicato come sana una frequenza attorno a due Reel più tre-cinque post feed a settimana: abbastanza per restare presente, senza inondare chi ti segue.

L'errore delle metriche di vanità

Il rischio più comune, nel 2026, è continuare a inseguire i numeri sbagliati. Un Reel con tanti like ma pochissime condivisioni ha, per l'algoritmo, molto meno valore di uno con meno like ma molti invii in chat. Se guardi solo i cuori, rischi di replicare i contenuti che piacciono ma non si diffondono, e di scartare quelli che invece stavano raggiungendo nuovo pubblico. Il like è una reazione passiva; la condivisione è un gesto attivo, una piccola raccomandazione personale. Ed è esattamente ciò che Instagram usa per decidere a chi mostrarti. Cambiare la metrica che guardi è il primo, vero passo per crescere.

Da mettere in pratica

  • Cambia la metrica che guardi. Nelle statistiche di ogni Reel controlla i send (condivisioni), non solo i like. Se un contenuto ha molti invii rispetto alle visualizzazioni, capisci cosa ha funzionato e replicalo.
  • Aggiungi un "motivo per condividere". In ogni contenuto inserisci un'informazione utile o sorprendente che una persona vorrebbe mandare a un amico che ha lo stesso problema.
  • Chiudi con un invito naturale. "Mandalo a chi deve vederlo" funziona meglio di "metti like", perché stimola proprio il segnale che oggi conta di più.
  • Resta nella tua nicchia. Con "Your Algorithm" attivo, pubblicare sempre sullo stesso tema aiuta Instagram a mostrarti a chi ha chiesto quel contenuto.
  • Punta sui primi secondi. Il tempo di visione totale resta il fattore principale: cattura l'attenzione subito e dai un motivo per arrivare in fondo (o ri-guardare).

In sintesi

Nel 2026 crescere su Instagram non significa collezionare cuori, ma creare contenuti che qualcuno abbia voglia di inoltrare in chat. Condivisioni private, tempo di visione e coerenza di nicchia sono le tre leve che spostano davvero la portata. Sono anche le più democratiche: non richiedono budget pubblicitario, ma contenuti pensati per le persone, non per le metriche di vanità.

Fonti: Sprout Social — "How the Instagram Algorithm Works" (2026); dichiarazioni pubbliche di Adam Mosseri, Instagram.

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Matteo Kiramarios
Autore dell'articolo

Matteo Kiramarios

Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.

Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.

Con MKDA, ad Aprilia, seguiamo attività di Latina e dintorni: siti web, produzione video e gestione social.

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