Iperammortamento 2026 su software e AI: cosa può agevolare una PMI (e perché il SaaS resta fuori) 🧾

Scritto da
Matteo Kiramarios
Data di pubblicazione
26 ottobre 2026
Un nuovo gestionale, un software di intelligenza artificiale per prevedere la domanda, un sistema che collega magazzino e vendite: sono investimenti che molte PMI rimandano perché "costano troppo subito". 🧾 Nel 2026 il fisco offre una leva importante, l'iperammortamento del Nuovo Piano Transizione 5.0, che permette di dedurre molto più del costo reale di beni materiali e software. A metà ottobre la misura ha fatto un passo avanti decisivo, ma c'è un dettaglio che riguarda da vicino hotel, negozi ed e-commerce: quasi tutto il software che usano oggi è in abbonamento, e l'abbonamento non è agevolato.
Cos'è l'iperammortamento 2026, in parole semplici
La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025) e resa operativa dal decreto MIMIT-MEF del 7 maggio 2026. Non è un contributo a fondo perduto: è una maggiorazione del costo deducibile tramite ammortamenti o canoni di leasing, quindi meno imposte negli anni di ammortamento.
Secondo la pagina "Calcolo del beneficio" del GSE, la maggiorazione funziona a scaglioni:
- 180% sulla quota di investimento fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% sulla quota tra 2,5 e 10 milioni;
- 50% sulla quota tra 10 e 20 milioni.
Per una piccola impresa conta il primo scaglione. Un esempio indicativo, da verificare sempre con il commercialista: su un software da 30.000 euro la maggiorazione del 180% vale 54.000 euro di costi deducibili in più. Con l'IRES al 24%, sono circa 13.000 euro di imposte risparmiate, distribuite negli anni di ammortamento.
Il GSE indica che sono agevolati gli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, in beni strumentali nuovi per la trasformazione tecnologica e digitale (allegati IV e V della legge 199/2025) o per l'autoproduzione di energia rinnovabile.
Cosa è cambiato tra luglio e ottobre 2026
La procedura passa da tre comunicazioni sul portale del GSE, e in questi mesi si sono aperte una dopo l'altra:
- Comunicazione preventiva: operativa dal 12 giugno 2026. Si dichiara cosa si intende acquistare. Come sottolinea la guida di Agenda Digitale del 12 giugno 2026, va inviata prima dell'ordine del bene, altrimenti l'investimento non è ammissibile.
- Comunicazione di conferma: aperta dal 21 luglio 2026, come annunciato dal GSE. Va inviata entro 60 giorni dall'esito positivo della preventiva e richiede il pagamento di un acconto di almeno il 20% del costo di ciascun bene.
- Comunicazione di completamento: con il decreto direttoriale MIMIT del 14 ottobre 2026 è possibile inviarla dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2026. Va trasmessa a investimento concluso e comunque entro il 15 novembre 2028.
Il passaggio di ottobre conta perché, secondo il GSE, la maggiorazione decorre dal periodo d'imposta in cui si invia la comunicazione di completamento. Chi ha già installato e collegato i beni e chiude la pratica entro fine anno può quindi iniziare a usare il beneficio già sul 2026.
💡 Da mettere in pratica: se stai valutando un acquisto, non firmare ordini né versare anticipi prima di aver inviato la comunicazione preventiva e ricevuto l'esito. È l'errore più facile da fare e non si recupera: l'ordine "di troppo" rende l'investimento non agevolabile.
Software e AI: cosa rientra
La novità più interessante per chi fa marketing e vendita riguarda i beni immateriali dell'allegato V. Come riporta EC News (Fondazione Nazionale dei Commercialisti) il 14 maggio 2026, l'elenco aggiornato comprende software, piattaforme, algoritmi e modelli digitali, tra cui sistemi di intelligenza artificiale e piattaforme ESG. Agenda Digitale cita esplicitamente anche AI generativa, agentic AI e MLOps.
Due condizioni restano però centrali:
- il bene deve essere nuovo e interconnesso con il sistema gestionale dell'impresa o con la rete di fornitura;
- serve una perizia tecnica asseverata (o un'attestazione di un ente accreditato) e una certificazione contabile di un revisore legale, come indica il GSE. Sono costi a carico dell'impresa.
Una semplificazione utile: secondo Agenda Digitale, il decreto-legge 38/2026 ha eliminato il vincolo di produzione UE/SEE per i beni materiali e immateriali generali, con effetto dal 1° gennaio 2026 (resta per moduli e celle fotovoltaiche).
Il nodo SaaS
Qui arriva il punto dolente. Sempre secondo EC News, il decreto attuativo definitivo non agevola i software in modalità SaaS: il canone di abbonamento è considerato un costo di esercizio, non un bene ammortizzabile. Una bozza precedente ammetteva la quota di canone cloud, ma la previsione è sparita dal testo finale. Restano agevolabili gli acquisti in proprietà e le licenze d'uso a tempo indeterminato o pluriennali iscrivibili tra le immobilizzazioni immateriali.
Agenda Digitale segnala che un'interrogazione parlamentare del 6 giugno 2026 ha aperto alla possibile estensione al cloud, ma a oggi non è norma.
Conviene a hotel, negozi ed e-commerce?
Dipende da cosa devi comprare:
- Il beneficio è per chi ha reddito d'impresa. Agenda Digitale lo indica come requisito: i professionisti e i regimi che non deducono ammortamenti non ne traggono vantaggio pratico.
- Il piccolo investimento fatica a reggere i costi fissi. Perizia e certificazione pesano poco su 200.000 euro di macchinari, molto su un software da 8.000 euro.
- Il modello di licenza decide tutto. Un PMS alberghiero, un gestionale di magazzino o un motore di raccomandazioni in abbonamento mensile sono fuori. Lo stesso strumento con licenza pluriennale e installazione dedicata potrebbe rientrare, se interconnesso e incluso nell'allegato.
- Per il SaaS c'è un'altra strada. Il voucher cloud e cybersecurity del MIMIT, con presentazione delle domande dal 10 novembre 2026, copre proprio i servizi cloud in abbonamento.
💡 Da mettere in pratica: fai un elenco dei software che pensi di adottare nei prossimi 18 mesi e accanto a ciascuno scrivi tre cose: licenza o abbonamento, si collega al gestionale sì o no, costo stimato. In mezz'ora capisci quali progetti sono da iperammortamento, quali da voucher e quali conviene semplicemente pagare senza incentivi.
In sintesi
L'iperammortamento 2026 offre una maggiorazione fino al 180% anche su software e intelligenza artificiale, e dal 15 ottobre 2026 la procedura GSE è completa: preventiva prima dell'ordine, conferma con acconto del 20%, completamento con perizia e certificazione. Per le PMI il limite vero è il modello di acquisto: il SaaS in abbonamento resta escluso, e su investimenti piccoli i costi fissi possono mangiarsi il vantaggio.
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FAQ sull'iperammortamento 2026
Posso usare l'iperammortamento per un software in abbonamento mensile? No. Secondo il decreto attuativo del 7 maggio 2026, come ricostruito da EC News, i software in modalità SaaS sono esclusi perché il canone è un costo di esercizio. Sono ammessi acquisti in proprietà e licenze a tempo indeterminato o pluriennali. ❌
Quando posso iniziare a usare il beneficio? Secondo il GSE, la maggiorazione decorre dal periodo d'imposta in cui invii la comunicazione di completamento, disponibile dal 15 ottobre 2026. Se completi e comunichi entro fine anno, il beneficio parte dal 2026. 📅
Ho già ordinato il bene: posso ancora fare domanda? Molto probabilmente no. La comunicazione preventiva va inviata prima dell'ordine, altrimenti l'investimento non è ammissibile. Verifica comunque il tuo caso con il commercialista. ⚠️
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Matteo Kiramarios
Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.
Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.
Con MKDA, ad Aprilia, seguiamo attività di Latina e dintorni: siti web, produzione video e gestione social.
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