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Testi scritti con l'AI sul sito: cosa dicono le nuove linee guida di Google nel 2026 ✍️

Matteo Kiramarios

Scritto da

Matteo Kiramarios

Data di pubblicazione

26 ottobre 2026

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Molte PMI oggi scrivono con l'AI almeno una parte dei testi del sito: descrizioni delle camere, schede prodotto, articoli del blog. La domanda che ci sentiamo fare più spesso è sempre la stessa: "Google mi penalizza se uso l'AI?" ✍️

La risposta breve è no, ma con una condizione precisa. E a ottobre 2026 Google ha messo quella condizione per iscritto in modo ancora più chiaro.

Cosa è cambiato a ottobre 2026

Nel registro degli aggiornamenti della documentazione di Google Search Central, alla data del 1° ottobre 2026, compare una modifica alla guida "Using generative AI content": Google l'ha aggiornata con informazioni tratte dalle linee guida dei Search Quality Rater, per allinearla a quanto già spiegato nei suoi eventi per sviluppatori.

Cosa dice, in sostanza, la guida aggiornata:

  • l'AI generativa può essere utile per fare ricerca e dare struttura a contenuti originali;
  • usare strumenti di AI per generare molte pagine senza aggiungere valore per gli utenti può violare la policy anti-spam sullo scaled content abuse, cioè la produzione di contenuti in serie;
  • la guida rimanda in particolare a due sezioni delle linee guida dei Quality Rater: la 4.6.5, sul contenuto prodotto in serie, e la 4.6.6, sui contenuti principali creati con "poco o nessuno sforzo, poca o nessuna originalità e poco o nessun valore aggiunto";
  • ogni contenuto generato con l'AI va verificato manualmente prima della pubblicazione, perché i modelli non recuperano fatti ma "prevedono una sequenza probabile di parole" e possono inventare informazioni.

Un'avvertenza onesta, che Google stessa ribadisce nella pagina: le linee guida dei Quality Rater non sono una ricetta per arrivare primi e le valutazioni dei rater non influenzano direttamente il ranking. Servono però a capire cosa Google considera un contenuto di qualità, e quindi in che direzione lavorano i suoi sistemi.

Il contesto: lo spam update di settembre

L'aggiornamento della guida non arriva in un momento qualsiasi. Secondo il Google Search Status Dashboard, lo spam update di settembre 2026 è partito il 24 settembre ed è durato quasi due settimane, con il completamento annunciato da Google Search Central l'8 ottobre 2026. Dalle note ufficiali non si ricava quali siti siano stati colpiti, quindi non trarremo conclusioni che i dati non permettono. Il messaggio di fondo, però, è coerente con la guida.

Il punto non è l'AI, è lo sforzo

Rileggendo la guida, il criterio è chiaro: Google non chiede "chi ha scritto questo testo?", chiede "questo testo aiuta davvero chi lo legge?".

Per una PMI questo si traduce in alcuni rischi concreti:

  1. Pagine fotocopia. Venti pagine quasi identiche che cambiano solo il nome del servizio o della località: è esattamente il tipo di produzione in serie che la guida richiama.
  2. Schede prodotto riscritte dal fornitore. Se l'AI si limita a parafrasare la descrizione del produttore, che altri cento shop hanno già, non c'è valore aggiunto.
  3. Articoli del blog "da riempimento". Testi che rispondono a domande che nessuno dei tuoi clienti fa, scritti solo per avere un post a settimana.
  4. Errori non controllati. Orari sbagliati, servizi che non offri, caratteristiche di un prodotto inventate: per un hotel o un negozio sono anche un problema di fiducia, oltre che di SEO.

💡 Da mettere in pratica: prendi le 10 pagine del sito scritte con l'AI che ricevono più visite. Per ognuna chiediti: c'è almeno un'informazione che solo noi possiamo dare? Una foto nostra, un prezzo reale, un consiglio da chi lavora qui ogni giorno, una risposta a una domanda vera di un cliente? Se la risposta è no, quella pagina è la prima da riscrivere.

Cosa significa per hotel, e-commerce e attività locali

Hotel e strutture ricettive

Le descrizioni delle camere scritte dall'AI tendono a somigliarsi tutte ("ambiente accogliente, comfort moderni"). Il valore aggiunto sta nei dettagli verificabili: metri quadri, vista, rumore della strada, distanza reale dalla spiaggia o dal centro, cosa c'è a colazione. Sono informazioni che l'AI non conosce e che l'ospite cerca.

E-commerce

La guida ha un passaggio specifico per chi usa Google Merchant Center: le immagini generate con l'AI devono avere i metadati IPTC con il valore TrainedAlgorithmicMedia, e i dati prodotto generati con l'AI, come titoli e descrizioni, vanno indicati separatamente ed etichettati come generati dall'AI. Se usi l'AI per il catalogo, vale la pena verificare con chi gestisce il feed che queste indicazioni siano rispettate.

La stessa verifica manuale vale per i metadati: la guida cita esplicitamente title, meta description, dati strutturati e testo alternativo delle immagini, perché anche questi possono comparire nei risultati di ricerca.

Attività locali

Per un ristorante o un negozio di quartiere il contenuto originale è spesso il più facile da produrre: le domande dei clienti al telefono, i casi reali, le foto del lavoro fatto. L'AI può metterli in ordine, ma il materiale deve venire da te.

Un metodo semplice per usare l'AI senza rischi

  1. Parti dai tuoi dati, non dal prompt. Appunti, domande dei clienti, numeri, foto: dai all'AI materiale tuo da organizzare, non chiederle di inventare.
  2. Fai rileggere a chi conosce il mestiere. Ogni affermazione verificabile, come prezzi, orari, caratteristiche e normative, va controllata da una persona.
  3. Meno pagine, più complete. Una pagina servizio ricca vale più di dieci varianti sottili.
  4. Valuta la trasparenza. Google suggerisce di considerare di spiegare ai lettori come è stato creato un contenuto, quando è utile per loro.
  5. Misura. In Search Console confronta nel tempo le pagine riscritte con quelle lasciate com'erano: è il dato del tuo sito, non una regola generale.

💡 Da mettere in pratica: crea una checklist di cinque righe da applicare prima di pubblicare qualsiasi testo scritto con l'AI: fatti verificati, almeno un elemento originale, nessuna pagina doppione, metadati controllati, una persona che firma l'approvazione.

In sintesi

Con l'aggiornamento del 1° ottobre 2026 Google non ha vietato l'AI: ha chiarito che il problema sono i contenuti fatti con poco sforzo, poca originalità e poco valore aggiunto, soprattutto quando prodotti in serie. Per una PMI la strategia giusta è usare l'AI per scrivere più in fretta ciò che solo l'azienda sa, verificare tutto prima di pubblicare e preferire poche pagine complete a molte pagine vuote. Nessuno può garantire un posizionamento, ma un sito costruito così è allineato con quello che Google dichiara di premiare.

[CTA] Vuoi capire quali pagine del tuo sito rischiano di sembrare "fatte in serie" e come riscriverle con l'AI senza perdere qualità? Parliamone.

FAQ sui contenuti AI e Google

Google penalizza i testi scritti con l'AI? No, non in quanto tali. La guida di Google parla di pagine generate in massa senza valore per l'utente e di contenuti con poco sforzo e poca originalità. Un testo scritto con l'AI, verificato e arricchito con informazioni reali, non ha questo problema. ✅

Devo scrivere sul sito che uso l'AI? Google suggerisce di valutarlo quando aiuta il lettore a capire come è nato un contenuto. Per alcune tipologie di contenuti generati dall'AI esistono poi obblighi di trasparenza europei: meglio verificarli caso per caso. 💡

Ho già decine di pagine scritte con l'AI: devo cancellarle? Non per forza. Parti da quelle più visitate e da quelle quasi duplicate: unisci le pagine simili, aggiungi informazioni originali e correggi gli errori. Cancellare ha senso solo per pagine senza traffico e senza un motivo per esistere. 🚀

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Matteo Kiramarios
Autore dell'articolo

Matteo Kiramarios

Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.

Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.

Con MKDA, ad Aprilia, seguiamo attività di Latina e dintorni: siti web, produzione video e gestione social.

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