Non conta solo dove ti vedono, ma dove ti ascoltano: scegliere i canali pubblicitari nel 2026 📺

Scritto da
Matteo Kiramarios
Data di pubblicazione
26 ottobre 2026
Quando una PMI decide dove fare pubblicità, di solito guarda due numeri: quanto costa e quante persone raggiunge. È comprensibile, ma manca un pezzo. Lo stesso annuncio, visto dalla stessa persona, rende in modo molto diverso a seconda di dove lo vede e di quanto, in quel momento, è disposta ad ascoltarlo. 📺
È il concetto di ricettività: non solo "mi hai visto", ma "ero nello stato d'animo giusto per prenderti sul serio". Le ricerche Kantar di settembre-ottobre 2026 la mettono al centro delle scelte di media. Vediamo come tradurle nel piano di un hotel, di un e-commerce o di un'attività locale.
Cosa dice Kantar Media Reactions 2026
Lo studio Media Reactions 2026 di Kantar, pubblicato il 5 ottobre 2026, raccoglie le opinioni di oltre 23.000 consumatori in 33 mercati e di 800 responsabili marketing nel mondo. I punti più utili per chi ha un budget limitato sono quattro.
- Il fastidio verso la pubblicità cala. Il sentimento negativo verso gli annunci scende dal 20% al 17%, e diminuisce chi dice che la pubblicità è troppa, ripetitiva o che la ignora.
- La ricettività moltiplica l'effetto. Kantar richiama una sua analisi precedente secondo cui le campagne colpiscono circa sette volte più forte quando il pubblico è ricettivo.
- I canali lavorano in squadra. Secondo la banca dati LIFT+ di Kantar, il 43% dell'impatto di una campagna arriva dai canali che lavorano insieme, contro il 18% delle campagne precedenti al 2014.
- Anche i professionisti hanno dubbi. Quattro marketer su dieci non sono sicuri di avere impostato bene le basi del proprio media mix.
Per i consumatori gli ambienti pubblicitari migliori sono Google, Amazon, YouTube, Instagram e Netflix; per i marketer YouTube, Instagram, Google, TikTok e Netflix. Liste simili ma non uguali: ciò che piace a chi fa pubblicità non è per forza ciò che il pubblico accoglie meglio.
Il dettaglio che riguarda l'Italia
Un articolo di Kantar dell'8 settembre 2026, basato sull'edizione 2025 dello studio (21.267 consumatori in 30 mercati), aggiunge due elementi da non sottovalutare.
Il primo: in Italia i consumatori sono molto meno favorevoli ai video pubblicitari online rispetto a quanto pensano i marketer, che invece tendono a preferire quel canale. Tradotto: il pre-roll che interrompe un video non è il posto dove il pubblico italiano è più ben disposto.
Il secondo: il divario più grande tra consumatori e marketer riguarda giornali e riviste. Il pubblico li accoglie bene, chi fa marketing è scettico. E a livello globale, nel 2025, il canale preferito in assoluto dai consumatori sono stati gli eventi sponsorizzati.
Kantar non pubblica qui dati italiani per singolo canale, quindi niente conclusioni troppo precise: ma il canale "di moda" e quello gradito non sempre coincidono.
Perché la ricettività conta di più per una PMI
Un grande brand può comprare attenzione a forza di frequenza. Una piccola impresa no: ogni euro deve lavorare dove il cliente è più disponibile. Un annuncio di ristorante visto su Google mentre qualcuno cerca "dove cenare stasera" arriva in un momento di bisogno; lo stesso annuncio prima di un video arriva come un'interruzione.
Il pubblico locale ha i suoi canali graditi
Per un'attività di quartiere o una struttura ricettiva, il giornale locale, la sponsorizzazione della sagra o della squadra giovanile, la presenza a una fiera di settore sono spesso considerati "vecchi". I dati Kantar suggeriscono che il pubblico li vive meglio di quanto credano i marketer. Non vanno esclusi a priori.
Un canale da solo vale meno
Se quasi metà dell'impatto nasce dalla combinazione, puntare tutto su un unico canale è un rischio. La persona che ti ha visto sponsorizzare un evento e poi ti ritrova su Google ha già un motivo in più per cliccare.
💡 Da mettere in pratica: prendi i tuoi canali attuali e, accanto a costo e copertura, aggiungi una terza colonna: "in che momento il cliente mi incontra qui?". Segna con una B (bisogno), una S (svago) o una I (interruzione). Se la maggior parte del budget finisce nella colonna I, hai un margine di miglioramento senza spendere un euro in più.
Come rivedere il media mix del 2027 in cinque passi
- Parti dai momenti, non dai canali. Elenca quando il tuo cliente pensa a te: quando cerca, quando si informa, quando è in zona, quando deve fare un regalo.
- Tieni un canale di intercettazione. Per quasi tutte le PMI resta la ricerca, su Google e su Maps: è dove la domanda è già espressa. Non è l'unico canale, ma è quello da non spegnere.
- Aggiungi un canale di memoria. Social, video o sponsorizzazioni locali, scelti in base a dove il tuo pubblico è ben disposto. Per un hotel può essere Instagram con contenuti di ispirazione; per un negozio, un evento di quartiere.
- Coordina messaggio e tempi. Combinare canali funziona se il cliente riconosce lo stesso brand: stessa promessa, stesse immagini, stesso periodo.
- Misura con un test semplice. Accendi il secondo canale in un periodo definito e confronta ricerche del tuo nome, chiamate, richieste e prenotazioni con il periodo precedente.
E gli assistenti AI?
Lo stesso studio offre un dato utile per non farsi prendere dall'entusiasmo. Il 73% dei consumatori intervistati usa assistenti AI e il 33% li usa per informarsi su brand e prodotti, ma solo il 24% si fida dei consigli di marca che ricevono. Come ambiente pubblicitario, gli assistenti AI si piazzano al 20° posto su 27 canali.
Per una PMI: essere citati bene dagli assistenti AI conta sempre di più, ma comprare pubblicità lì non è ancora la priorità. Prima vengono sito, scheda Google e recensioni, le fonti da cui l'AI attinge.
Le avvertenze
Kantar vende anche servizi di misurazione e i dati sono globali: le medie possono nascondere forti differenze tra paesi e settori. E la ricettività dichiarata in un sondaggio non è una vendita: è un criterio in più, non un sostituto dei tuoi numeri.
In sintesi
Secondo Kantar Media Reactions 2026 il pubblico è un po' meno ostile alla pubblicità, ma premia gli ambienti in cui si sente rispettato: con un pubblico ricettivo una campagna può rendere circa sette volte di più, e il 43% dell'impatto nasce dalla combinazione di canali. Per una PMI il piano 2027 dovrebbe unire un canale che intercetta la domanda e uno che costruisce memoria, scelti in base a dove il cliente ascolta davvero, non a dove costa meno farsi vedere.
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FAQ sulla ricettività pubblicitaria
Cos'è la ricettività pubblicitaria? È quanto un pubblico è ben disposto verso gli annunci che vede in un certo ambiente. A parità di copertura, un pubblico ricettivo ricorda di più e reagisce meglio: per questo conviene considerarla accanto a costo e numero di persone raggiunte. ✅
Devo smettere di fare video pubblicitari online? No. I dati Kantar dicono che in Italia i consumatori li accolgono meno di quanto pensino i marketer, non che non funzionino. Conviene puntare su formati brevi, rilevanti e facili da saltare, e verificarne l'effetto sui tuoi numeri. 💡
Con un budget piccolo ha senso usare più canali? Sì, purché siano pochi e coordinati. Due canali ben scelti, con lo stesso messaggio nello stesso periodo, di solito rendono più di uno solo spinto al massimo o di cinque usati a caso. 🚀
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Matteo Kiramarios
Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.
Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.
Con MKDA, ad Aprilia, seguiamo attività di Latina e dintorni: siti web, produzione video e gestione social.
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