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Innovazione

Lo stato dell'AI nel 2026: perché solo poche imprese ne ricavano profitto (e cosa fare di diverso)

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Scritto da

Matteo Kiramarios

Data di pubblicazione

11 giugno 2026

Lo stato dell'AI nel 2026: perché solo poche imprese ne ricavano profitto (e cosa fare di diverso)

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Tutti usano l'AI. Pochissimi ci guadagnano davvero. È il paradosso fotografato dal report State of AI 2025 di McKinsey, e nel 2026 è più attuale che mai: la tecnologia è ovunque, ma il valore economico si concentra in una minoranza di organizzazioni. 🤖

La domanda giusta per un imprenditore non è più "devo usare l'AI?" — la risposta è ovvia — ma "perché tanti la usano senza vedere risultati, e cosa fanno di diverso quelli che invece li vedono?". In questo articolo lo spieghiamo, con i dati e con indicazioni concrete per chi ha una PMI. 👇

Cosa scoprirai in questo articolo:


Il divario tra adozione e profitto

I numeri del report McKinsey, State of AI 2025 (pubblicato a novembre 2025) raccontano un divario netto:

  • Il 64% delle organizzazioni dichiara che l'AI sta abilitando la propria innovazione.
  • Ma solo il 39% riporta un impatto sull'EBIT (l'utile operativo) a livello aziendale.
  • Quasi due terzi delle organizzazioni non hanno ancora iniziato a scalare l'AI nell'intera azienda.

In altre parole: moltissime aziende hanno introdotto strumenti AI, ma pochissime hanno cambiato i processi abbastanza da vedere i soldi. L'AI "appoggiata sopra" il modo di lavorare esistente produce entusiasmo, non margine. 📉

L'era degli agenti è iniziata

La grande novità del 2026 sono gli agenti AI: sistemi che non si limitano a rispondere, ma eseguono compiti in autonomia. Sempre secondo McKinsey:

  • Il 23% delle organizzazioni sta già scalando un sistema di AI agentica in qualche parte dell'azienda.
  • Un ulteriore 39% ha iniziato a sperimentare con gli agenti.

Ma c'è un dettaglio rivelatore: la maggior parte di chi scala lo fa solo in una o due funzioni. La frontiera, quindi, non è "avere un agente", ma integrarlo profondamente dove genera valore. ✅

Takeaway pratico: non chiederti "quale strumento AI compro?", ma "quale processo concreto voglio cambiare?". Il valore non nasce dallo strumento, ma dalla ridisegnazione del flusso di lavoro attorno ad esso. Parti da un processo costoso e ripetitivo.

Cosa fanno di diverso le imprese che guadagnano

Il report identifica i tratti dei "high performer", quelli che ottengono ritorni reali. La differenza non è il budget: è il modo di lavorare.

  • Sono molto più propensi a perseguire un cambiamento trasformativo anziché cosmetico.
  • Ridisegnano i flussi di lavoro invece di limitarsi a "aggiungere AI" sopra i processi esistenti.
  • Definiscono in anticipo i risultati attesi e incastonano l'AI nel cuore delle operazioni.

A livello di funzione, McKinsey osserva benefici concreti: riduzioni di costo del 10–20% in ambito IT e sviluppo software, e incrementi di ricavo superiori al 10% in marketing e sviluppo prodotto. Sono numeri raggiungibili — ma solo da chi cambia davvero come lavora.

Il metodo per una PMI

Tradotto in pratica per chi non ha un reparto IT:

  1. Scegli UN processo, non dieci. Identifica l'attività più ripetitiva e costosa in tempo (es. risposte ai clienti, preventivi, creazione contenuti).
  2. Definisci il risultato atteso in numeri: ore risparmiate, risposte più veloci, più preventivi inviati.
  3. Ridisegna il flusso, non solo lo strumento. Chiediti come dovrebbe funzionare quel processo con l'AI, non come incollare l'AI su come funziona ora.
  4. Misura per 30–60 giorni. Senza misurazione, l'AI resta una sensazione, non un risultato.
  5. Scala solo ciò che funziona. Quando un processo dà ritorni misurabili, estendilo. Non prima.

Questo approccio "stretto e profondo" è ciò che distingue chi guadagna da chi accumula abbonamenti AI inutilizzati. 💡

Prompt AI pronto all'uso

"Agisci come consulente di trasformazione AI per una PMI nel settore [tuo settore] con [numero] dipendenti. Aiutami a scegliere UN solo processo da ottimizzare con l'AI nei prossimi 60 giorni: fammi 8 domande per individuare l'attività più costosa e ripetitiva, poi proponi come ridisegnare quel flusso di lavoro (non solo quale strumento usare) e quali metriche misurare per capire se c'è un vero ritorno economico."


In sintesi

Lo stato dell'AI nel 2026, fotografato da McKinsey, mostra un divario brutale: il 64% delle organizzazioni dice che l'AI alimenta l'innovazione, ma solo il 39% vede un impatto sull'utile, e quasi due terzi non hanno ancora scalato nulla. La differenza tra chi guadagna e chi spende non è il budget né lo strumento: è la volontà di ridisegnare i processi attorno all'AI invece di appoggiarla sopra. Per una PMI la strada è una sola: un processo alla volta, misurato, e scalato solo quando dà risultati veri. 👇

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FAQ sullo stato dell'AI

Perché tante aziende non vedono risultati dall'AI? Perché la appoggiano sopra i processi esistenti senza ridisegnarli. McKinsey rileva che solo il 39% vede un impatto sull'utile, contro il 64% che la usa per innovare. Il valore nasce dal cambiare come si lavora. 📊

Cos'è un agente AI? Un sistema che non si limita a rispondere ma esegue compiti in autonomia. Nel 2026 il 23% delle organizzazioni li sta già scalando e un altro 39% sperimenta (McKinsey). 🤖

Da dove dovrebbe iniziare una piccola impresa? Da un solo processo costoso e ripetitivo, con un risultato atteso misurabile. Meglio profondità su un'attività che dispersione su dieci. ✅

Quali ritorni sono realistici? McKinsey osserva riduzioni di costo del 10–20% in IT/sviluppo e incrementi di ricavo oltre il 10% in marketing e prodotto, ma solo per chi ridisegna i flussi di lavoro. 💶

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Autore dell'articolo

Matteo Kiramarios

Founder di MKDA.

Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online.

Aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura.

Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.

Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere.

Credo profondamente che la condivisione sia il vero motore del progresso e ogni articolo è un pezzo di cuore dedicato alla tua evoluzione.

Amo le sfide quanto un buon caffè espresso. ☕️

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