Schede prodotto a norma: cosa cambia per il tuo e-commerce con il decreto GPSR (D.Lgs. 78/2026)

Scritto da
Matteo Kiramarios
Data di pubblicazione
17 agosto 2026

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Se vendi prodotti online, c'è una novità normativa che tocca direttamente le tue schede prodotto e che molti venditori stanno ancora sottovalutando: il GPSR, il regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti. 📦 A maggio 2026 l'Italia lo ha recepito con il D.Lgs. 78/2026, modificando in profondità il Codice del consumo. Il risultato: nuove informazioni obbligatorie nelle schede, più tracciabilità e responsabilità più pesanti per chi vende su marketplace.
Non è burocrazia da delegare "un giorno": è ciò che rende — o meno — vendibile un prodotto online in regola. Vediamo cosa cambia in concreto, con una checklist da applicare subito. 👇
Cosa scoprirai in questo articolo:#
- Cos'è il GPSR e da quando si applica
- Cosa introduce il D.Lgs. 78/2026 in Italia
- Cosa cambia nelle tue schede prodotto
- Chi vende su marketplace ha responsabilità in più
- Takeaway pratico
- FAQ sul GPSR per e-commerce
Cos'è il GPSR e da quando si applica
Il Regolamento (UE) 2023/988, noto come GPSR (General Product Safety Regulation), è pienamente applicabile in tutta l'Unione dal 13 dicembre 2024 (Legal for Digital, aprile 2025). Sostituisce la vecchia direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti e — punto cruciale per te — copre esplicitamente i prodotti venduti tramite e-commerce e marketplace, inclusi articoli nuovi, usati e ricondizionati.
In pratica, qualunque bene di consumo tu venda online (salvo categorie con norme di settore proprie, come alimentari o dispositivi medici) rientra in questo quadro. Il regolamento non chiede solo che il prodotto sia sicuro, ma che l'acquirente riceva informazioni chiare per usarlo in sicurezza e che la filiera sia tracciabile.
Cosa introduce il D.Lgs. 78/2026 in Italia
L'Italia ha completato il recepimento con il Decreto Legislativo 8 aprile 2026, n. 78, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2026 ed entrato in vigore il 16 maggio 2026 (CityNext, maggio 2026). Il decreto modifica in profondità la Parte IV, Titolo I del Codice del consumo, aggiornando obblighi, controlli, responsabilità e sanzioni in coerenza con il GPSR.
Il segnale è che il tema è entrato nella fase operativa: non più solo "regolamento europeo", ma norma nazionale con autorità di controllo, coordinamento con il sistema europeo di allerta Safety Gate e apparato sanzionatorio aggiornato. E c'è margine: a oltre un anno dall'entrata in vigore del GPSR, la conformità dei venditori online resta disomogenea (Agrotoday, marzo 2026) — il che significa che mettersi in regola ora è anche un modo per differenziarsi da chi è ancora indietro.
Cosa cambia nelle tue schede prodotto
Le novità più concrete per un e-commerce si vedono proprio nella scheda prodotto. Ecco cosa deve esserci:
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Informazioni di sicurezza chiare e complete. Avvertenze, istruzioni d'uso e ogni indicazione necessaria a usare il prodotto senza rischi devono essere presenti e leggibili prima dell'acquisto, non solo nella confezione.
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Identificazione del prodotto. Elementi che consentano di riconoscere e tracciare l'articolo (tipo, lotto/modello, eventuali immagini): servono a risalire alla filiera in caso di problemi o richiami.
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Referente nell'UE. Per i prodotti che arrivano da fuori Unione deve essere indicato un responsabile con sede nell'UE (produttore, importatore o mandatario) a cui fare riferimento per la sicurezza. Vendere online un prodotto extra-UE senza questo referente non è più ammesso.
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Dati del produttore/venditore. Nome e contatti di chi mette il prodotto sul mercato, così che il consumatore e le autorità sappiano a chi rivolgersi.
Aggiornare i template delle schede una volta e applicarli a catalogo è l'intervento più efficiente: eviti di dover correggere prodotto per prodotto sotto scadenza.
Chi vende su marketplace ha responsabilità in più
Se vendi su Amazon, eBay, Etsy o altri marketplace, il GPSR e il decreto italiano introducono responsabilità dirette anche in capo ai gestori delle piattaforme: identificazione dei venditori, rimozione dei prodotti pericolosi e coordinamento con Safety Gate (CityNext, maggio 2026). In concreto, questo si traduce in controlli più severi sui tuoi annunci: schede incomplete o venditori non identificabili rischiano la sospensione delle inserzioni.
La lezione operativa è semplice: allineare le schede alla norma prima che sia il marketplace a bloccartele. Chi ha informazioni di sicurezza, tracciabilità e referente UE in ordine non solo evita sanzioni, ma resta vendibile su piattaforme che stanno stringendo i controlli.
Takeaway pratico — da mettere in pratica
Prendi i tuoi 10 prodotti più venduti e verifica per ciascuno quattro voci: informazioni di sicurezza in scheda, elementi di identificazione/tracciabilità, referente con sede UE (per gli articoli extra-UE) e dati del venditore. Correggi prima questi — sono quelli che ti fanno più fatturato e più rischio — poi estendi il template a tutto il catalogo. In un mercato in cui la conformità è ancora disomogenea, avere le schede a norma ti protegge da sanzioni e sospensioni e ti distingue dai concorrenti in ritardo.
In sintesi#
Il GPSR (Regolamento UE 2023/988) è applicabile dal 13 dicembre 2024 e l'Italia lo ha recepito con il D.Lgs. 78/2026, in vigore dal 16 maggio 2026, che modifica il Codice del consumo. Per un e-commerce cambiano le schede prodotto (informazioni di sicurezza, identificazione, referente UE, dati del venditore), la tracciabilità della filiera e — per chi vende su marketplace — l'esposizione a controlli più severi, con responsabilità dirette anche delle piattaforme. A oltre un anno dal regolamento la conformità dei venditori resta disomogenea: adeguarsi ora tutela da sanzioni e sospensioni ed è un elemento di differenziazione.
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FAQ sul GPSR per e-commerce
Il GPSR riguarda anche i piccoli venditori online? Sì. Il regolamento si applica ai prodotti di consumo venduti online, indipendentemente dalla dimensione del venditore, e copre nuovo, usato e ricondizionato. Non esiste un'esenzione generale per i piccoli shop: cambiano gli oneri, non l'ambito di applicazione. ✅
Cosa devo assolutamente avere nella scheda prodotto? Informazioni di sicurezza chiare (avvertenze e istruzioni), elementi per identificare e tracciare il prodotto, i dati del venditore e — per gli articoli provenienti da fuori UE — un referente con sede nell'Unione. Sono i requisiti che rendono l'annuncio conforme e vendibile anche sui marketplace. 💡
Cosa cambia se vendo su un marketplace invece che sul mio sito? Il decreto attribuisce responsabilità dirette anche ai gestori dei marketplace (identificazione dei venditori, rimozione dei prodotti pericolosi, coordinamento con Safety Gate). Tradotto: controlli più severi sui tuoi annunci e rischio di sospensione se le schede sono incomplete. Meglio allinearsi prima che sia la piattaforma a bloccarti. 📊
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Matteo Kiramarios
Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.
Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.
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