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6 min di letturaE-commerce

Regolamento imballaggi UE (PPWR): cosa scatta il 12 agosto 2026 per chi spedisce e-commerce

Matteo Kiramarios

Scritto da

Matteo Kiramarios

Data di pubblicazione

31 agosto 2026

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Se vendi online, il pacco che spedisci è appena diventato un tema normativo. 📦 Dal 12 agosto 2026 è pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2025/40 — il PPWR, Packaging and Packaging Waste Regulation — che sostituisce la vecchia direttiva sugli imballaggi e introduce regole nuove per chi confeziona e spedisce prodotti nell'Unione Europea.

La buona notizia: molte scadenze sono graduali e alcune arrivano solo nel 2030. La cattiva: online circola parecchia disinformazione, a partire dal "tetto del 40% subito" che è semplicemente sbagliato. Facciamo chiarezza, perché confondersi qui costa. 👇

Cosa scoprirai in questo articolo:


Cosa cambia (davvero) dal 12 agosto 2026

Il PPWR è il Regolamento (UE) 2025/40, entrato in vigore l'11 febbraio 2025 e pienamente applicabile dal 12 agosto 2026, dopo 18 mesi di transizione (fonte: EUR-Lex; alert legale Greenberg Traurig, agosto 2025). Da questa data scatta, tra le altre cose, un obbligo generale di minimizzare lo spazio vuoto negli imballaggi (Articolo 10, minimizzazione degli imballaggi).

Attenzione alla parola "generale": è un principio, non ancora un limite numerico verificabile con un righello. Significa che devi poter dimostrare di aver ridotto il superfluo — scatole sovradimensionate, doppi imballaggi inutili — ma il tetto quantificato preciso arriva più avanti. Per un piccolo e-commerce è comunque il momento di ripensare i formati dei cartoni.

Il "tetto del 40%": l'errore da non ripetere

Qui va fatta chiarezza, perché molte fonti secondarie sbagliano. Il limite quantificato del 50% massimo di spazio vuoto per gli imballaggi e-commerce, di gruppo e da trasporto (Articolo 24, con metodologia definita da un atto di esecuzione) si applica dal 1° gennaio 2030 — o tre anni dopo l'atto di esecuzione, a seconda di quale data sia successiva (fonti: analisi PPWR Copilot, Clarity, ecosistant, 2026).

Il "40% dal 2026" che gira online è la cifra della vecchia proposta del 2023, ritirata: il testo finale parla di 50%, con il tetto rigido nel 2030. Un dettaglio non da poco: i materiali di riempimento come pluriball, air pillow e carta accartocciata contano come spazio vuoto. Chi spedisce prodotti piccoli in scatole grandi riempite di aria dovrà rivedere l'approccio — ma ha tempo per farlo con ordine.

Etichette, riuso e registrazione EPR

Il PPWR tocca anche altri tre fronti che conviene mettere in agenda:

  • Etichettatura armonizzata (indicativamente da agosto 2028): pittogrammi standard per composizione del materiale e smaltimento, in formato leggibile anche via QR, così che il cliente sappia come differenziare.
  • Obiettivi di riuso (dal 2030 in avanti): quote di imballaggi da trasporto riutilizzabili e, per i venditori online, l'obbligo di presentare un'opzione di spedizione riutilizzabile non resa meno attraente di quella monouso.
  • Registrazione EPR (Extended Producer Responsibility): i venditori online devono registrarsi come produttori di imballaggi nei Paesi UE dove immettono per primi l'imballaggio sul mercato; i venditori extra-UE devono nominare un rappresentante autorizzato.

Come prepararti passo per passo

  1. Fai il "right-sizing" dei cartoni ora. Riduci i formati di scatola e usa buste o mailer per i prodotti piccoli: abbassi subito i costi di spedizione volumetrica e anticipi la norma. Doppio ritorno immediato, non solo compliance.

  2. Ripensa il void fill. Sposta il riempimento verso imballi su misura invece di riempire di aria e pluriball, che contano come spazio vuoto.

  3. Verifica gli obblighi EPR e CONAI. Controlla la registrazione come produttore di imballaggi in Italia e nei mercati UE dove spedisci. Se vendi dall'estero, valuta il rappresentante autorizzato.

  4. Progetta le grafiche a prova di 2028. Se rifai il packaging, predisponi già lo spazio per pittogrammi di riciclo e QR: eviti di rifare tutto due volte.

  5. Valuta l'opzione riuso come leva green. L'opzione di spedizione riutilizzabile (obbligo dal 2030) può diventare un messaggio di marketing sostenibile, non solo un costo.

Takeaway pratico — da mettere in pratica

Prendi i tuoi tre prodotti più venduti e misura quanto spazio vuoto c'è nei pacchi che spedisci oggi: quasi sempre scoprirai che una scatola più piccola o un mailer taglia costi di spedizione e materiale da subito. È l'azione con il ritorno più rapido, perché ti fa risparmiare denaro prima ancora che la norma diventi vincolante. E ricorda il messaggio-chiave da comunicare anche ai clienti: dal 12 agosto 2026 scatta l'obbligo generale di minimizzare il vuoto, il tetto numerico del 50% è del 2030. Dirlo bene, quando i concorrenti si confondono, è già un segnale di serietà.


In sintesi

Dal 12 agosto 2026 è pienamente applicabile il Regolamento imballaggi UE 2025/40 (PPWR). Scatta l'obbligo generale di minimizzare lo spazio vuoto (Art. 10), mentre il tetto quantificato del 50% arriva nel 2030 (Art. 24): il "40% dal 2026" che gira online è la vecchia proposta ritirata. Seguono etichettatura armonizzata con QR (~2028), obiettivi di riuso (2030) e obblighi di registrazione EPR. Per un e-commerce italiano il consiglio è iniziare ora dal right-sizing dei cartoni: taglia i costi di spedizione da subito e anticipa la norma.

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FAQ sul PPWR per l'e-commerce

È vero che dal 2026 non posso superare il 40% di spazio vuoto nei pacchi? No, è un errore diffuso. Dal 12 agosto 2026 c'è l'obbligo generale di minimizzare lo spazio vuoto (Art. 10); il limite quantificato è del 50% e si applica dal 2030 (Art. 24). Il "40%" è la cifra della proposta del 2023, poi ritirata. ✅

Il pluriball e la carta di riempimento contano come spazio vuoto? Sì. I materiali di riempimento come air pillow, pluriball e carta accartocciata rientrano nel calcolo dello spazio vuoto. Conviene spostarsi verso imballi su misura per ridurre il rapporto tra prodotto e imballaggio. 📦

Devo registrarmi come produttore di imballaggi? Se vendi online, sì: devi registrarti ai fini EPR nei Paesi UE dove immetti per primo l'imballaggio sul mercato. I venditori extra-UE devono nominare un rappresentante autorizzato. Verifica la tua posizione anche rispetto al CONAI in Italia. 💡

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Matteo Kiramarios
Autore dell'articolo

Matteo Kiramarios

Founder di MKDA. Mi muovo tra la concretezza delle relazioni umane nell'offline e l'innovazione del marketing digitale nell'online: aiuto le attività a trovare la propria voce e scalare il business con strategie su misura. Il mio motto? L'innovazione senza strategia è solo rumore.

Curo questo blog con una missione precisa: trasformare la complessità del digitale in conoscenza accessibile per chi, come me, non smette mai di voler crescere. Credo che la condivisione sia il vero motore del progresso — e amo le sfide quanto un buon caffè espresso ☕️.

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